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Vita di coppia

Sebbene sia normale sentirsi insicuri del proprio aspetto fisico dopo l’intervento, vivere con la stomia non significa non poter più avere delle relazioni intime significative ed intense.Comunicazione e fiducia sono alla base di ogni rapporto. Rassicura il tuo partner che i rapporti sessuali non hanno nessuna ripercussione sulla stomia. Con il tempo, la comprensione e l'atteggiamento positivo ti permetteranno di vivere serenamente ed intensamente le relazioni sessuali.

Creare momenti di intimità

  • La fiducia è la chiave di ogni rapporto. Quanto più renderai partecipe il partner della stomia, dei tuoi sentimenti e dei tuoi bisogni, tanto maggiore sarà la vostra intimità.
  • Il modo in cui vedi te stesso influenza il modo in cui ti vedono gli altri. Dopo l’intervento prenditi il tempo di cui hai bisogno per accettare i cambiamenti del tuo corpo, impara a riconoscere le tue emozioni e condividi con il partner i tuoi sentimenti. Col passare del tempo scoprirai di sentirti più a tuo agio.
  • Indossa una sacca di piccole dimensioni. Esistono, sistemi di raccolta discreti pensati appositamente per i momenti di intimità.
  • Se la sacca è motivo di imbarazzo con il partner, puoi adoperare della biancheria intima che ti aiuti a nasconderla e a sentirti a tuo agio. 

Per le donne

  • Se usi la pillola è probabile che dovrai cambiare metodo anticoncezionale, in particolare se hai subito un’ileostomia. I contraccettivi orali, infatti, spesso non vengono assorbiti se è stato rimosso un tratto importante dell’intestino. Consulta il tuo operatore sanitario per sapere quale tipo di contraccettivo è più adatto a te.
  • Dopo l'intervento può capitare che il proprio corpo non risponda al desiderio sessuale. Chiedi consiglio al tuo operatore sanitario di fiducia per aiutarti a superare questa fase.

Per gli uomini

  • Considera che, probabilmente, le prime relazioni intime che seguiranno l'intervento potrebbero non essere soddisfacenti. Tuttavia, se continui ad avere difficoltà ad avere un rapporto completo, parlane con il tuo operatore sanitario di fiducia.
La vita di coppia dopo l’intervento di confezionamento di stomia - Di Cristina Siciliano, infermiera dell’Ospedale Nuovo Vito Fazzi di Lecce

La persona stomizzata si trova a gestire un nuovo organo a causa di una malattia importante o una patologia tumorale. L’infermiere ha un ruolo allo stesso tempo difficile, ma anche molto importante nell’assistenza a questo tipo di paziente: ha l’arduo compito di dover aiutare la persona che si ritrova con una stomia ad accettare il nuovo organo, una nuova immagine corporea che implica un cambiamento del rapporto con sé e con gli altri. Quello che l’infermiere quindi è chiamato ad attuare con la relazione d’aiuto, è l’atto che permette alla persona di affrontare appieno la patologia e il futuro dopo l’intervento chirurgico. Relazione che si fonda sul dialogo e sull’ascolto della persona che si ha davanti. Importante per noi operatori e soprattutto per il nostro paziente, fare affidamento sulla famiglia di quest’ultimo: deve diventare un punto di forza e di sostegno nella strada verso la guarigione, o comunque sia di supporto nei momenti difficili della vita. La capacità dell’infermiere è quella di rimanere il più vicino possibile ai processi comunicativi, in quanto la sua dimostrazione di essere presente facilita l’apertura del paziente nell’esporre le proprie difficoltà i propri dubbi, le proprie incertezze. Il paziente stesso dopo l’intervento chirurgico può dimostrare diversi atteggiamenti, in relazione all’età, alla sua presa in carico della patologia, alle sue speranze di sopravvivenza, e alla convivenza una volta a casa. Ci sono pazienti più aperti alla collaborazione, altri che sono ansiosi di dover guarire; altri, specialmente i più anziani, hanno atteggiamenti più chiusi, e di facile rinuncia. In generale i sentimenti che nascono dopo l’intervento, riguardano, maggiormente, il cambiamento subito dal proprio corpo e che la stessa persona fatica a riconoscere. Possono cambiare, inoltre, le modalità di pensiero, facendo sì che il paziente si senta estraniato anche dalle relazioni più vicine alla sua persona. Spesso, si aggiunge anche la depressione per la perdita del proprio ruolo (sociale, professionale, familiare, sessuale), la rabbia e la colpa che lo affligge per il fatto di aver dato dei dolori ai propri cari, per non essere più una persona all’altezza della situazione, come lo era fino a prima della malattia.

Tornare alla vita di coppia

Instaurare quindi una buona comunicazione con il proprio paziente, lo aiuta a fidarsi, a parlare e a esporre quanto gli passa per la mente e lo preoccupa; inoltre permette all’infermiere di poter scoprire sempre cose nuove della persona che sta seguendo, e di modificare in continuo il tipo di comunicazione, in modo tale da poter essere sempre pronti alle domande dell’assistito. Inoltre, bisogna far fronte anche alla nuova visione che la persona ha di sé e della stomia, e del modo in cui questo si ritrova a convivere con il nuovo “organo”. Infatti, la stomia può comportare nel soggetto alterazione dell’integrità corporea, compromissione del funzionamento sessuale, disadattamento e conseguenze relazionali, isolamento, bassa autostima (perdita del senso di mascolinità/femminilità), stati d’ansia generalizzata o relativa a possibili odori-rumori o a perdite della sacca.

In sintesi, bisogna dire che la relazione d’aiuto agisce sulle risorse del paziente e ricerca le possibilità più idonee per lui. Elementi fondamentali per fare tutto ciò sono l’empatia, il calore, l’interessamento, l’accettazione e autenticità. È importante tutto ciò per dare informazioni congruenti e coerenti tra loro, per non creare confusione; è necessario dare informazioni, accertarsi che la persona interessata le abbia comprese appieno.

Già dal momento della diagnosi della malattia la persona si sente a disagio di fronte a sé stesso e al partner. Vengono meno tutte le sue certezze e i suoi progetti futuri. Il lato psicologico della persona prende il sopravvento, in quanto questo percepisce che molto dipende da come procede il trattamento, e soprattutto cosa ne sarà di lui, della propria posizione sociale, familiare, sessuale dopo l’intervento, come sarà il suo percorso di guarigione e quanto lungo e tortuoso possa essere questo.

La sessualità è uno dei temi più dibattuti prima e dopo il confezionamento di una stomia. È un argomento molto spesso tabù, perché riguarda la sfera più intima delle persone. Negli anni si è detto e scritto tanto su questo, ma ancora oggi le domande e le paure sono sempre le stesse. Oggi giorno l'affettività di coppia e la sessualità più che mai rappresentano un aspetto fondamentale della vita umana. I mass-media, la pubblicità, la moda, impongono stereotipi caratterizzati dal mito della bellezza e della salute.

Dopo l’intervento chirurgico si ha il bisogno di tornare alla normalità della vita, ma l’atto chirurgico in sé modifica la vita della persona, che si ritrova improvvisamente con un’immagine corporea modificata. I cambiamenti del corpo provocano sentimenti di sconforto, problemi di identità, bassa autostima, fragilità, non accettazione di sé;

Dopo aver affrontato una diagnosi di tumore e in seguito l’intervento molte persone non si sentono più le stesse perché in loro cambia:

  • La visione della vita;
  • I rapporti interpersonali;
  • I rapporti con la famiglia;

 

L’intervento chirurgico modifica il corpo e quindi bisogna abituarsi a questo cambiamento facendo in modo che la stomia non influenzi l’intimità e la relazione sentimentale. Questo profondo cambiamento dell'integrità psicofisica e del concetto di sé produce alterazioni dell'immagine corporea e di conseguenza produce ripercussioni sulla vita di coppia ed in particolare sulla sfera sessuale. Il rapporto di coppia viene messo a dura prova a causa della paura di essere abbandonati e non accettati.

Parte del problema è che le persone con una stomia, sono spesso troppo imbarazzate per parlarne, non è perciò un argomento discusso, anche perché, dall’altra parte, gli operatori sanitari non tendono a sollevare questo argomento (colpa anche dei tempi brevi degli appuntamenti). Comunque, anche quando se ne parla, l’ET deve tener conto di molte variabili che cambiano l’esperienza di una persona ed il tipo di rapporto di coppia che si ha:

  • se il paziente è in una coppia con una relazione stabile, amorevole e a lungo termine, probabilmente sarà più facile discutere di sesso e limiterà la preoccupazione di essere respinto poiché il partner sarà più comprensivo dando comunque sempre modo all’altro di esprimere le sue preoccupazioni (ecco perché è importante non perdere gli appuntamenti con lo stomaterapista);
  • se, invece, il paziente ha appena iniziato una relazione o non ha incontri fissi o è single, le cose non sono così semplici.

Una buona comunicazione in una relazione d’amore favorisce sentimenti positivi. Il rapporto di coppia e l’intimità con il proprio partner sono parte integrante del percorso di riabilitazione. La sessualità è un desiderio che spesso viene poco considerato.
Nei primi momenti l’attenzione è assorbita dal quadro clinico, ma una volta risolta l’emergenza, la sessualità riacquisisce rilevanza. Il partner tuttavia, o meglio ancora sarebbe la coppia, per paura o per pudore difficilmente chiederà al medico, ed in particolare allo psicologo, spiegazioni su come affrontare la sessualità dopo l’intervento e sui suoi effetti collaterali.

 

In particolare, gli uomini reagiscono con maggior negatività rispetto alle donne ed hanno un maggior calo della libido, mentre entrambi hanno cambiamenti nei sentimenti verso il partner (86%) e diminuzione della frequenza dei rapporti sessuali. Per quanto riguarda l’uomo (potenza e riproduzione), la stomia è spesso associata ad un vissuto di castrazione, poiché emerge come problema principale la difficoltà di erezione ed eiaculazione e vive l’angoscia di trovare conferme in merito alla propria virilità. Per quanto riguarda i vissuti della donna (seduzione e riproduzione), si notano prevalentemente: espropriazione della propria identità femminile, deterioramento della vita sessuale ed affettiva, paura di non essere accettata, amata e desiderata, perdita di dignità, vergogna ed imbarazzo, reazioni ansiose e depressive, richiesta di attenzioni, bisogno di conferme sulla propria capacità di essere ancora attraente. Ci vuole quindi del tempo per poter superare alcuni ostacoli, come la paura della persona sottoposta ad intervento chirurgico di aver coinvolto anche se involontariamente anche il proprio partner. Importante quindi è che il partner non interessato in prima persona sappia accettare lo stato di malattia del/della proprio/a compagno/a, sappia conviverci senza far pesare la situazione di patologia, aiutando il partner affrontare al meglio la malattia e il periodo di riabilitazione. La persona deve saper comunque accettare, volere, desiderare, toccare, accarezzare il proprio compagno costretto a vivere in questa situazione.

L’importanza della comunicazione

Diventa quindi fondamentale l’operato dell’infermiere stomaterapista, il quale non deve dare delle direttive, non deve intromettersi nelle vicende più intime, ma deve dare spazio innanzitutto all’ascolto della persona, e deve essere a conoscenza delle varie soluzioni da poter suggerire alla coppia, sempre intervenendo con molta discrezione. La comunicazione è alla base del rapporto tra operatori sanitari e pazienti: all’interno della relazione d’aiuto saper comunicare con il malato rappresenta un momento strategico sia dal punto di vista della qualità dell’assistenza offerta, sia delle capacità di rispondere adeguatamente alle aspettative della famiglia. Si deve fare molta attenzione anche al linguaggio non verbale, in modo tale da cogliere anche le sfumature più fini della comunicazione del nostro interlocutore. L’operatore deve quindi saper essere una figura di supporto al proprio assistito e deve riuscire con il tempo a rivalutare la bellezza del rapporto sessuale, lasciando da parte i pensieri negativi che potrebbero sorgere; ritrovare la bellezza della vita e soprattutto migliorare la qualità di vita, sua e del rapporto di coppia; dare giuste informazioni, saper coinvolgere e sostenere; non avere pregiudizi e dare una corretta informazione preoperatoria che sia comprensiva anche delle possibile difficoltà che possono capitare e si possono verificare dopo l’intervento; deve aiutare a reintrodurre in sé la propria immagine positiva del proprio corpo e quindi della propria immagine corporea. Sono molteplici i modi in cui la patologia incide sulla vita sessuale delle persone:

  • la malattia che danneggia e indebolisce l'organismo;
  • gli effetti collaterali delle terapie medico-farmacologiche;
  • le conseguenze dei trattamenti chirurgici;

Dal punto di vista fisiologico, in seguito ad un intervento di stomia, entrambi i sessi possono sperimentare un calo della libido. I problemi sessuali nello stomizzato possono dipendere da:

  • cause Psicologiche;
  • cause Organiche;
  • cause Psicologiche ed Organiche;

 

Ciò che più pregiudica la vita sessuale è lo “Sconvolgimento Psicologico” determinato dalla presenza della stomia. La presenza della sacca e il cambiamento dello schema corporeo sono determinanti per l'abbattimento del desiderio.
A tutto ciò si aggiungono problemi legati alla debilitazione, al dimagrimento e alla convalescenza protratta. Questa fase di “disadattamento” può durare anche per parecchi mesi dopo l'intervento. Come per l’alimentazione, l’esercizio fisico e la vita di tutti i giorni, la persona dovrà riformulare certe abitudini quotidiane al fine di gestire la nuova condizione e migliorare la propria qualità di vita. Questo vale anche per il sesso, che, è bene ricordarlo, coinvolge anche il partner. La capacità di ripresa dipende sia dalle caratteristiche personali del paziente ma anche dal sistema familiare in cui vive.
Gli studi dimostrano che le persone che superano il “tabù” del silenzio e si affidano a figure professionali competenti, recuperano in tempi più brevi una soddisfacente attività sessuale. Nei casi in cui la persistenza dei disturbi sessuali è determinata da cause organiche è necessario eseguire test adeguati per svelare la lesione, e dopo una corretta diagnosi, è possibile adottare provvedimenti terapeutici mirati. Mantenere una sessualità, tenendo conto della sintomatologia, produce una sensazione di benessere psicofisico, che può aiutare a ridurre il peso della malattia. Sentirsi ancora attivi e desiderati si ripercuote positivamente sull’immagine di sé, gravemente compromessa.

Un piccolo aiuto può essere dato dalla biancheria intima che si indossa, per mimetizzare la presenza del sacchetto anche durante la fase clou del rapporto, evitando spiacevoli fruscii, perdite o distacchi. Inoltre, è consigliabile, prima dell’atto in sé, avere alcune semplici accortezze:

  • cambio del sistema di raccolta: se si usa una sacca trasparente, potrebbe essere utile prendere in considerazione l’uso di un copri stomia (in commercio ve ne sono diversi, anche in pizzo) o laddove sia possibile, praticare l’irrigazione;
  • fare la doccia;
  • non fare pasti abbondanti;
  • programmare l’attività sessuale, evitando cibi che aumentino l’odore delle feci e dei gas intestinali. Se si verificano incidenti di percorso, è bene parlare subito con il proprio partner in modo tale da esternare sentimenti ed emozioni vissute in quel momento;
  • aumentare la libido cercando di utilizzare qualche strategia che possa consentire tale risultato (intimo, carezze, parole dolci, ecc…);
  • far presente al partner ciò che può mettere, o meno, a proprio agio.

 

L’ansia eccessiva, soprattutto nei primi rapporti dopo l'intervento, può opprimere, soffocando le sensazioni piacevoli. L’andrologo, il ginecologo, lo psicologo e tutte le altre figure professionali coinvolte, lavoreranno in team e accompagneranno i pazienti verso un "nuovo modo di stare insieme".
Nei rapporti di coppia risultano, pertanto, positivi per affrontare in modo meno traumatico le difficoltà, un buon dialogo una buona capacità di ascolto. La soluzione, forse, è nel riformulare una rinnovata associazione di coppia, basata su nuove pratiche di approccio e di vivere il sesso. Dopo il confezionamento di una stomia, il corpo subisce una trasformazione, ma la persona resta la stessa, sembra un’ovvietà ma molti sono portati a credere che tutto è cambiato e nulla sarà come prima. Non è sempre così.

Il partner, è forse quello più spaventato, perché non preparato al nuovo corso e soprattutto carico di molte ansie e paure per mancanza di informazioni, soprattutto, quelle pratiche non scritte che riguardano la sfera intima, ad esempio, la sensualità: molte donne stomizzate, sono convinte che con una stomia la loro carica sensuale diminuisca o addirittura sparisca, in pratica quel sacchetto sull’addome spegnerebbe il desiderio altrui.

In parte potrebbe essere vero, ma l’argomento va affrontato in piena serenità e, soprattutto, con il proprio partner. Dialogare sulle reciproche paure aiuta a superare ostacoli che possono incidere seriamente sul benessere della coppia.

Gli aspetti legati al tipo di stomia

A seconda del tipo di stomia (colostomia, ileostomia, urostomia) e del sesso del paziente si possono avere diversi effetti collaterali:

  • per l'uomo è possibile riscontrare deficit della funzione erettile o eiaculatoria;
  • per la donna si possono incontrare difficoltà relative alla lubrificazione vaginale, mentre sono conservate la capacità di eccitazione e l'orgasmo;

Gli effetti collaterali possono essere facilmente superati con opportuni invii all’andrologo, ginecologo, psicologo ecc.

La zona dove si va ad operare in genere è molto innervata, da derivazioni nervose adibite alla funzione sessuale maschile e femminile. Capita che operando vengano interessati anche queste parti anatomiche, le quali potrebbero comportare delle difficoltà sessuali nel post-intervento e nel percorso di recupero. Quanto detto va ad interessare specialmente il sistema nervoso simpatico e parasimpatico dell’organismo umano. Il sistema nervoso simpatico regola la funzione eiaculatoria nel maschio, mentre nella donna interessa la piattaforma orgasmica. Il sistema nervoso parasimpatico invece interessa l’erezione nell’uomo; nella donna invece interessa la lubrificazione vaginale indispensabile durante il rapporto sessuale e l’inturgidimento del terzo inferiore della vagina. Nell’uomo possono essere colpite la capacità erettile del pene, e può venire in parte compromessa anche la funzionalità eiaculatoria. Nelle donne invece si può verificare secchezza vaginale (che corrisponde alla capacità erettile del pene nell’uomo). Può capitare anche che a sommarsi a tali problematiche, si aggiunga spesso anche la comparsa di una sacca per stomia che va ad alterare la visione estetica della persona. Questo può comportare imbarazzo e ansia nella persona che ne è portatrice, perché c’è la paura di non piacere o piacere meno, di sentirsi poco attraenti, la persona teme di avere una mancanza di attrazione nel partner e una diminuzione della libido, o in qualche occasione potrebbe verificarsi la rottura del sacchetto, evento raro ma che può capitare e per la persona non è un avvenimento assolutamente piacevole. C’è da aggiungere oltre alle disfunzioni che possono nascere dopo l’intervento chirurgico, la visione e la presenza della stomia, anche il fatto che una persona coinvolta fisicamente da un cancro, debba sottoporsi a varie sedute di radio e chemioterapia, in modo tale che si cerca di eliminare le cellule rimanenti ancora modificate dalla malattia cancerogena. I chemioterapici, seppur non intervenendo principalmente sull’erezione del pene o sulla secchezza vaginale, potrebbe comportare un indebolimento del liquido seminale o modificare le strutture genitali della donna. Nel pre-operatorio si cerca di mettere la persona nella condizione di poter conoscere le potenziali difficoltà che potrebbero venirsi a creare dopo l’intervento chirurgico. Vengono coinvolte diverse figure di professionisti, i quali assieme ed in collaborazione lavorano per accompagnare la persona attraverso questi passaggi. I risultati non sono sicuri, ma è importante comunque parlare con la persona, in modo tale che se ben motivata e preparata, può affrontare in maniera migliore l’intervento, il post-operatorio, la riabilitazione e le varie problematiche potenziali che si potrebbero verificare. Come si diceva già prima, sono molti i motivi che possono portare ad impotenza maschile, e a disfunzioni erettili, tra questi fattori psicologici, sociali, o patologie che vanno ad intaccare anche la parte sessuale della persona. A seconda dell’intervento chirurgico e di quanto danno è stato portato alle innervazioni che vanno a coinvolgere i tratti dell’apparato riproduttivo maschile, si va ad indagare anche quali problematiche riporta il paziente. È necessario sin dall’inizio contattare anche un urologo e/o un andrologo, in modo tale da avere delle opinioni in merito anche da delle figure apposite e specializzate in tale settore. Il primo approccio possibile, ed il più semplice per porre rimedio alla problematica in questione, è un approccio di tipo farmacologico che rilassi i muscoli del pene. Tutto ciò aumenta il flusso ematico permettendo al pene di avere un’erezione. Questi farmaci non hanno effetti che si verificano nell’immediato, ma servirà del tempo e del lavoro assieme al proprio medico per poter verificare i progressi di tale tipologia di farmaco e per poter dosare la giusta quantità di medicinale. Se non dovesse essere un metodo adeguato per la persona e che lo stesso medico non trova efficace, quest’ultimo potrebbe optare per proporre al proprio assistito dei metodi alternativi alla terapia farmacologica. Si tratta di un dispositivo di pompaggio per il pene o protesi peniene. Entrambi permettono di gestire l’erezione e di mantenerla fino a quando necessario. Solitamente questa è l’ultima scelta, in quanto è anche una procedura costosa. A questa infine sono correlati anche le problematiche dopo un intervento chirurgico, in primis l’infezione. Le conseguenze che possono verificarsi nella donna non sono meno importanti di quelle che si possono verificare nell’uomo. In genere le donne attive sessualmente prima dell’intervento chirurgico, hanno una possibilità di ritornare attive sotto questo punto di vista con una percentuale abbastanza elevata, ossia dal 47% all’86% (www.oncologicicronici.it).

La disfunzione più frequente che si verifica è la dispaneuria, che può riguardare la lubrificazione vaginale o la mancanza del raggiungimento dell’orgasmo. Essendo sottoposti ad un intervento demolitivo, le donne possono andare incontro a delle modifiche per quanto riguarda l’apparato genitourinario.

La chirurgia addominale, coinvolgendo anche i nervi pelvici, può andare ad influire o modificare le funzioni vaginali, come la lubrificazione. Per porre rimedio a questo problema, si può far ricorso a dei lubrificanti, in maniera tale da aiutare i due partner durante il rapporto sessuale. Importante dopo l’intervento chirurgico addominale nella donna, far eseguire degli esercizi per il pavimento pelvico, in maniera tale che la capacità del bacino femminile possa ritornare quella precedente all’intervento. Nella donna con questi tipi di problemi legati al post-intervento, se ne possono aggiungere di altri e che riguardano l’aspetto psicologico. Infatti, la donna potrebbe provare una diminuzione della libido, una diminuzione del desiderio di praticare attività sessuale, potrebbe sentirsi a disagio per la presenza della stomia, per le problematiche legate all’organo sessuale, come la secchezza vaginale o dolore durante i rapporti. Tutti questi argomenti devono essere trattati con l’aiuto di professionisti, e possibilmente non con la sola presenza della donna, ma opportuna è anche la presenza del proprio partner. Entrambi possono parlare ed esporre i problemi e le limitazioni che incontrano durante la vita sessuale, e cercare punti di forza per migliorare i loro momenti più intimi. L’atto sessuale, anche dopo l’intervento chirurgico in entrambi i sessi, resta uno dei desideri che l’essere umano mantiene e che prima o poi dovrà affrontare. Se all’inizio la paura e l’ansia sono elevate, per svariati motivi, con l’aiuto di diverse figure (chirurgo, stomaterapista, andrologo, ginecologa, sessuologo, ecc…), si può ritornare a parlare di sessualità e di intimità tra le due persone. Non è facile affrontare all’inizio soprattutto quelle che potrebbero essere le idee o quanto pensa il proprio partner, perché si tratta di una situazione nuova da vivere con il/la compagno/a. Se all’inizio, appunto, la persona potrà essere più suscettibile a quanto dice il partner, con il passare del tempo le cose verranno affrontate in maniera migliore. È importante che entrambe le persone si aiutino per affrontare la situazione di disagio che si trovano a dover vivere finché tale situazione non diventa la quotidianità. Alcuni utili consigli per vivere degnamente un rapporto sessuale sono:

  • Se la persona è portatrice di ileostomia, sarebbe opportuno mettere una fascia al di sopra della stomia, in modo tale che quest’ultima non si mobilizzi dalla sua posizione normale.
  • Cambiare se possibile il presidio prima del rapporto sessuale, in modo tale che la nuova sacca è vuota, e la persona può essere sicura che per un po’ di tempo non avrà questo pensiero da tenere sotto controllo.
  • Se sì una un sacchetto trasparente, bisogna prendere in considerazione l’uso di un copri stomia (in commercio ve ne sono diversi, anche in pizzo);
  • È bene programmare l’attività sessuale, evitando cibi che aumentino l’odore delle feci e dei gas intestinali, e soprattutto in quei momenti in cui la stomia meno attiva
  • Se si verificano incidenti di percorso, è bene parlare subito con il proprio partner in modo tale da esternare sentimenti/emozioni vissute in quel momento - Importante in quel momento aumentare la libido cercando di utilizzare qualche strategia che possa consentire tale risultato (intimo, carezze, parole dolci, etc.).

La ripresa della attività sessuale, precedente allo stoma, può risultare difficoltosa a causa delle disfunzioni sessuali, derivanti dall’intervento chirurgico. Ma, la causa, che coinvolge la sfera emotiva, può inoltre generare preoccupazioni e paure collegate agli odori, ai rumori e al distacco della sacca, alla reazione del partner per la presenza della stomia: il rapporto, di conseguenza, può risultare non del tutto o per niente soddisfacente.

I partner, spesso figure di supporto per gli stomizzati, vivono, assieme a questi ultimi, i cambiamenti connessi alla stomia, anche nell’intimità di coppia: necessitano anch’essi di riadattamento al nuovo progetto di vita. L’omosessualità, i fattori culturali e religiosi possono condizionare il processo riabilitativo postoperatorio. L’argomento sessuale dovrebbe essere affrontato dal personale sanitario con debita specificità e sensibilità, di cui lo stomaterapista è la figura di riferimento. Le informazioni vengono fornite di rado nel preoperatorio, nonostante questo sia il desiderio degli assistiti, e sono, spesso, inadeguate o assenti: la maggior parte degli infermieri riferisce una mancanza di conoscenza di strumenti e modelli operativi per approcciarsi al tema della sessualità. Stomizzati e stomaterapisti evidenziano difficoltà ed imbarazzo nel trattarlo. È altresì indubbio che elaborazione di un percorso infermieristico personalizzato, contenente un apposito spazio riservato alla percezione dell’immagine corporea e della sessualità e la realizzazione di un opuscolo informativo di presentazione dei servizi erogati nell’ambulatorio stomie per pazienti e familiari, così come l’ analisi sistematica e strutturata del grado di soddisfazione dell’utente in merito ai servizi ricevuti tramite la realizzazione di sessioni di audit clinico tra gli operatori e l’ organizzazione di corsi di formazione specifici sul tema della sessualità per infermieri enterostomisti, sono interventi che aiutano a migliorare la pratica clinica. Inoltre, la qualità percepita degli assistiti relativamente a un aspetto generalmente non considerato quale la sessualità, deve diventare un elemento sistematico di valutazione della qualità dell’assistenza erogata, tanto quanto gli elementi di natura strettamente tecnica, sicuramente più facili e immediati da osservare e considerare.

Il desiderio per coloro che hanno subito una frattura nell'identità corporea è di essere Ascoltati, Desiderati, Compresi, e insomma Apprezzati e Amati nella propria interezza e integrità.

Ma, attenzione, il rapporto con la sessualità non dipende solo da chi si ha accanto o dal bisogno di essere amati ed accettati ma principalmente dall'accettazione di noi stessi, dal bisogno di amarci e rispettarci per come siamo!

Cristina Siciliano

 

 

 

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