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Maria

- Vincitrice 2002

Maria Arcese, vincitrice 2002

Maria, una signora romana, nonna di sei nipoti. La storia che ci ha inviato sembra la sceneggiatura di un film, per la bravura con cui è stata scritta e anche per alcuni episodi che hanno dell'incredibile. Questa storia comincia nel 1962, ben quarant'anni fa. Maria aveva solo 29 anni e tre bambine piccole di 7, 5 e 3 anni.

La gravità della sua malattia è tale che Maria, ricoverata in ospedale, vive grazie alle continue trasfusioni, ma il sangue costa e il marito si vende praticamente tutto per procurarlo ogni giorno.

I medici non credono alla possibilità di un intervento chirurgico e Maria viene operata solo perché il marito entra di forza nello studio di un illustre chirurgo e lo implora di provarci: "Figlio mio - gli risponde il medico - qui si tratta di operare un cadavere, tua moglie è in fin di vita". Ma il marito insiste tra le lacrime: "Ho tre bambine piccole, la prego, se c'è una possibilità su mille lei ci deve provare...".

E così Maria viene operata.

La descrizione della sua convalescenza è atroce, e quasi nessuno, in ospedale, crede che ce la farà a sopravvivere.

"Io pensavo alle mie bambine -racconta nella sua lettera - mi chiedevo se avessero mangiato abbastanza, se la notte fossero ben coperte e al caldo. Pregavo Dio di non farmi morire: non per me, ma per loro, per non farne delle orfane, perché anch'io sono un'orfana e so cosa significa".

Finalmente dopo lunghi mesi di sofferenza Maria una notte riesce a riposare e "All'alba mi svegliai - ci scrive - con una strana sensazione, sentivo una forza dentro di me che non ricordavo più di avere". Da lì a pochi giorni Maria viene dimessa e "Da quel giorno ricominciai a vivere - ci scrive - accettandomi come ero con sacrificio ed umiltà. Non mi sono mai pianta addosso e c'è voluto molto tempo prima che mi ristabilissi definitivamente e in seguito ho lavorato e cresciuto le mie figlie... ".

Maria, oggi, è una signora di 70 anni, con sei nipoti e ci regala questo messaggio: "Se dovete affrontare la stomia, non vi spaventate, abbiate fede, basta crederci e ritornerete a vivere. La mattina quando mi sveglio e apro la finestra, che ci sia il sole o ci sia la pioggia, ringrazio Dio di esistere e apprezzo il valore della vita".

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