Medicazioni AQUACEL® 

Evidenze cliniche


Testato in laboratorio


Comprovata scientificità


Efficacia dimostrata clinicamente40

70% di riduzione della superficie di tutte le lesioni infette

In uno studio prospettico, multicentrico, non comparativo su 42 pazienti con ulcere venose degli arti inferiori infette dove la presenza di biofilm è altamente probabile, la Tecnologia Ag+ in combinazione con la Tecnologia Hydrofiber ha dimostrato:*

Il parere dell'esperto

L’UTILIZZO DELL’ARGENTO NELLA GESTIONE DELL’INFEZIONE DELLA FERITA POST CHIRURGICA DEL DISTRETTO CERVICO FACCIALE

Autore: Antonino Lombardo

Città della Salute e della Scienza di Torino

Introduzione                                                                                                                            

L’infezione della ferita chirurgica è stata da sempre considerata la principale causa di ritardata guarigione; in taluni casi ne favorisce la cronicizzazione e a causa dell’invasività degli agenti batterici concorre ad aggravare la ferita stessa e le condizioni cliniche del paziente. (DOW G. et al. 1999).

Le variabili che possono aumentare il rischio d’infezione sono molteplici e tra le più importanti  vanno menzionate: la quantità di tessuto necrotico presente, il numero di migro organismi e la loro patogenicità e, fattore non meno significante, la capacità di resistenza dal punto di vista fisico e psichico che il paziente oppone alla carica batterica. Riuscire a individuare queste variabili e  porre in atto le opportune strategie di prevenzione e trattamento riduce notevolmente il rischio di infezione, e quando la medesima si manifesta la si riesce a contrastare molto più efficacemente. Negli ultimi anni, nel campo della chirurgia oncologica del distretto cervico-facciale si sono registrati notevoli progressi. Nei centri più importanti di chirurgia oncologica ORL per riparare la perdita di sostanza, secondaria all’exeresi tumorale, si è iniziato a ricostruire utilizzando nuove tecniche che prevedono l’uso di lembi liberi o peduncolati. Nonostante però si sia posta molta più attenzione alle procedure di prevenzione e siano migliorate le tecniche di asepsi, in questo distretto si è registrato un aumento delle percentuali di infezione del sito chirurgico. Le cause di tale problematica vanno ricercate sia nella complessità degli interventi chirurgici effettuati sia anche nella presenza di pazienti con età anagrafica che si avvicina e supera a volte i novant’anni e con ASA score sempre più elevato. Inoltre la chirurgia oncologica del distretto testa - collo, per gli esiti cicatriziali che genera al volto, crea un’importante alterazione dell’immagine corporea del paziente, con ricadute sullo stato emotivo e con ripercussioni  negative sulla qualità della vita e sulla guarigione.

Dal 2004, nella nostra Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, vista la complessità delle lesioni e la forte componente emotiva del paziente, per la  gestione delle complicanze della ferita chirurgica, si è voluto utilizzare un modello strutturato con  approccio olistico, dove il coinvolgimento attivo del paziente, al processo di cura, fosse un elemento essenziale. Tra le varie metodologie si è scelta quella che più rispondeva alle nostre aspettative, ovvero, la Wound Bed  Preparation. Per la gestione dell’infezione, a causa della minaccia sempre crescente di resistenza batterica e per la nota difficoltà di penetrazione dell’antibiotico nella lesione (Schultz GS. et al. 2003 Cooper C. et al. 2018), non sono stati utilizzati antibiotici topici. Quelli sistemici, seguendo le indicazioni della letteratura scientifica (Sibbald RG. et al. 2000)  sono stati utilizzati solo occasionalmente, con l’ausilio di antibiogramma e per la risoluzione di infezione di tessuti molli non controllabili per via topica con gli antisettici. Sono stati utilizzati, secondo le modalità raccomandate dalla European Wound Management Association, (Calne S. et al. EWMA 2006) gli antisettici topici a base di argento, perché contrariamente agli antibiotici indirizzano il loro effetto contro tre tipi di bersaglio: la membrana cellulare, alcuni organi del citoplasma bloccando il sistema respiratorio enzimatico e  l’acido nucleico dei batteri, alterando il DNA  e inibendone di conseguenza la replicazione (Bonadeo P. et al. 2004). In questa tripla azione si spiega anche la minor incidenza  di resistenza degli antisettici. Inoltre l’argento inibendo la progressione della penetrazione di batteri, risulta efficace contro MRSA e altri patogeni di superficie (Driver VR.  2004). Oltre a ciò, l’idrofibra ha la capacità di assorbire in modo verticale abbondanti quantità di essudato e l’argento ivi contenuto  viene rilasciato uniformemente ed in modo graduale ( Bowler PG. et al. 2003). 

Nell’arco di trenta minuti dall’esposizione alla medicazione, gli ioni di argento iniziano ad uccidere all’interno della medicazione stessa un ampio spettro di germi patogeni (Newman GR. Et al. 2006)  compreso MRSA e VRE e sono efficaci per sette giorni anche contro Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus. I germi vengono veicolati nella medicazione dall’essudato (Jones SA. et al. 2004). Peculiarità di questa medicazione è quella di rendere continuamente disponibile solo 1 parte per milione di argento e questo per impedire che concentrazioni superiori reagiscano con il fluido delle lesioni colorando di conseguenza  il fondo della ferita. Altre caratteristiche principali della medicazione sono quelle di aiutare a proteggere la cute perilesionale riducendo il rischio di macerazione (Robinson BJ. 2000) e minimizzare il rischio di cross – infezione durante la rimozione della medicazione (Jones S. et al. 2005). Altro aspetto di non minor importanza, è quello di favorisce la guarigione riuscendo a garantire un ambiente umido.                           

Obiettivo dello studio

Valutare l’efficacia dell’idrofibra con argento nella risoluzione dell’infezione delle ferite post chirurgiche del distretto cervico facciale.

Materiali e metodi

Dal 2005 al 2019, sono stati trattati 81 pazienti con infezione della ferita chirurgica, di cui 69 Uomini e 12 Donne  età compresa tra  33 - 88 anni, sottoposti ad intervento di chirurgia oncologica maggiore del distretto cervico facciale, con tempo di intervento >  5 ore. L’infezione è stata diagnosticata  clinicamente nella maggio parte dei pazienti 51/81; in 27/81  pazienti è stata accertata tramite tampone della ferita e nei restanti 3/81 pazienti, per la diagnosi,  è stata eseguita la biopsia.

Nello studio sono stati inclusi i pazienti adulti con lesioni difficili del distretto cervico facciale e con ferita infetta. Sono stati invece esclusi i pazienti con stato cognitivo alterato o che rifiutavano il trattamento. Il consenso informato del paziente è stato richiesto con apposito modulo ai sensi del D. Lgs.196/2003. I parametri valutati, oltre a quelli relativi alla risoluzione dell’infezione, sono quelli ad essa correlati, ovvero, la media del cambio medicazione, il tempo medio di guarigione, il rapporto tra il numero totale di pazienti trattati e quanti di Loro sono dovuti ricorrere alla chirurgia per la chiusura della lesione ed infine la mortalità post operatoria. I dati ottenuti, sono stati inseriti nel programma di calcolo Microsoft Excel. L’analisi statistica dei risultati è stata così effettuata: i dati suddivisi per ogni variabile sono stati riportati in un sistema di assi cartesiani e se ne è osservata la distribuzione. Essendo  questa  simmetrica o gaussiana si è utilizzato come indice di tendenza centrale la Media e come indice di variazione, il valore della Deviazione Standard.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

Risultati  

  • media risoluzione infezione (DS) 18 gg ± 3

  • media tempo di guarigione (DS) 5 settimane  ±1 

  • media cambio medicazione (DS) 72h   ±  24h 

  • numero totale revisioni chirurgiche 6/81

  • mortalità post operatoria  0/81                                                                                                                      

 

Conclusioni

Attraverso questo studio retrospettivo sui nostri quindici anni di esperienza di utilizzo dell’idrofibra + argento  nelle infezioni post chirurgiche del distretto cervico facciale, ci si vuole comparare con gli operatori che  in ambito chirurgico si  occupano della gestione delle ferite complesse.

In relazione ai risultati conseguiti, possiamo trarre le seguenti conclusioni. La scelta di utilizzare una metodologia efficace come la Wound Bed Preparation per la gestione olistica e dell’idrofibra + ag per la gestione dell’infezione della ferita chirurgica si èdimostrata valida ed efficace. Si è potuto rilevare come con l’utilizzo di tale medicazione si è riusciti a gestire adeguatamente l’infezione che si è risolta nel volgere di poco tempo (mediamente due - tre settimane). Inoltre, l’associazione di medicazioni a base di argento con prodotti in grado di assorbire i fluidi (essudato e saliva) in senso verticale, ha permesso di gestire adeguatamente la cute perilesionale  e attraverso il controllo dell’essudato  di mantenere un ambiente umido, favorendo in tal senso una più rapida guarigione che è sopraggiunta mediamente in cinque settimane. Buoni anche i risultati relativi al cambio di medicazione che è avvenuta mediamente ogni tre – quattro giorni. Degno di nota anche il dato relativo al numero totale di pazienti che non sono guariti per seconda intenzione 6/81 relativi al 7% e che son dovuti ricorrere all’intervento chirurgico per la chiusura della lesione. Nessun paziente nel post operatorio è deceduto per complicanze derivanti dall’infezione della ferita chirurgica.

Negli ottantuno pazienti osservati non si sono verificati casi di resistenza batterica, di allergia all’argento o qualsiasi altro effetto indesiderato.

Bibliografia

  1. Dow G, Browne A, Sibbald RG. Infection in chronic wounds: controversies in diagnosis and treatment. Ostomy Wound Manage 1999; 45: 23-40
  2. Schultz GS, Sibbald RG, Falanga V, Ayello EA, Dowsett C, HardingK, Romanelli M, Stacey MC, Teot L, Vanscheidt W. Wound bed preparation: a systematic approach to wound management. Wound Repair Regen 2003; 11: 1-28
  3. Cooper C, Horner C, Barlow G, Stryja J, Sandy-Hodgetts K, Guise T et al. A survey of practice and opinions on the use of topical antibiotics to prevent surgical site infection: more confusion than consensus. Journal of Antimicrobial Chemotherapy; 2018; 73(7):1978-1983. Reperibile da PMID: 29596598; DOI: 10.1093/jac/dky097
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  5. Calne S, Moffatt C, Cooper R, Gilchrist B, Gottrup F, Leaper D et al. EWMA position document: management of wound infection. European Wound Management Association; 2006.
  6. Bonadeo P, Marazzi M, Masina M, Ricci M, Romanelli M. Wound Bed Preparation: evoluzione della pratica clinica secondo i principi del TIME pag.40 Aretrè editore 2004.
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  8. Bowler PG, Cochrane CA. Progression toward healing: wound infection and the role of an advanced silver-containing Hydrofiber®dressing. Ostomy Wound Manage. 2003:49(8)(suppl):S 2-S5
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  11. Robinson BJ. The use of a hydrofibre dressing in wound management. J Wound Care. 2000;9(1):32-34.
  12. Jones S, Bowler PG, Walker M. Antimicrobial activity of silver – containing dressings is influenced by dressing conformability with a wound surface. Wounds. 2005;17(9):263-270
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